QUESITO:
Perché rompighiaccio non pluralizza come parafango o rompicollo? Non sono formati allo stesso modo: verbo + un sostantivo singolare maschile?
RISPOSTA:
I composti verbo + nome sono di norma invariabili. Man mano che si acclimano, però, i parlanti cominciano a usarli come nomi primitivi e, di conseguenza, a formarne il plurale modificando la desinenza. Questo cambiamento è dovuto all’attrazione esercitata dai nomi variabili, che sono la maggioranza, sugli invariabili; è, inoltre, favorito dalla progressiva fusione dei costituenti delle parole in un’unità nella coscienza dei parlanti.
Il processo richiede molto tempo, tanto che alcuni di questi nomi conservano a lungo il doppio plurale. Rompicollo, ad esempio, è dato come variabile dal vocabolario Zingarelli, mentre il GRADIT lo considera sia variabile sia invariabile. Come questo nome si comportano, ad esempio, segnaposto e scaldabagno. L’attrazione è, però, molto forte, tanto che neanche se il costituente nominale del composto è un nome non numerabile (o tendenzialmente non numerabile) il composto sarà sicuramente invariabile: accanto a i rompighiaccio, i posacenere, i tosaerba, i parabrezza, i parasole ecc. abbiamo, infatti, i parafanghi e i coprifuochi.
Gli unici nomi destinati sicuramente a rimanere invariabili sono quelli il cui costituente nominale:
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non ammette la forma plurale, come in macinacaffè o portafoto;
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è femminile mentre il composto è maschile, come in partalampada o in poggiatesta;
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è entrato già plurale nel composto, come in lavapiatti o puntaspilli.
Quest’ultimo tipo di composto, però, è comunque soggetto a un’attrazione analogica, che porta alla formazione di una variante con il costituente nominale al singolare, anche contro la logica. Si sono formati così, per esempio, asciugamano (che ha il plurale asciugamani) accanto al più logico asciugamani (invariabile) e portafoglio (con plurale portafogli) accanto al logico, e invariabile, portafogli. Con lo stesso criterio si è formato, nell’italiano popolare, portachiave, variante dello standard portachiavi.
I composti verbo + nome rientrano nel gruppo dei composti esocentrici, la cui testa è fuori dalla parola: lavapiatti, per esempio, non è né un LAVARE né un PIATTI: è un LAVORATORE (che lava i piatti). Proprio questa caratteristica rende questi nomi invariabili (al netto dell’attrazione analogica da parte dei nomi primitivi): nei composti, infatti, è la testa che dovrebbe cambiare la desinenza al plurale.
Fabio Ruggiano
