QUESITO:
Spararsi intransitivo («mi sono sparato») e spararsi un colpo/proiettile transitivo vanno analizzati in maniera completamente diversa?
Con l’intransitivo abbiamo un complemento di termine, secondo Treccani, o oggetto obliquo, come suggerisce Lei in questa risposta, che è coreferente col soggetto, creando un rapporto di coincidenza fra soggetto e complemento preposizionale, con la forma transitiva abbiamo anche lì coreferenza fra soggetto e complemento preposizionale. Sarebbero però definiti diversamente, sbaglio?
La forma transitiva sarebbe catalogata come riflessiva impropria/indiretta, poiché la coreferenza sarebbe fra soggetto e il complemento preposizionale, e non l’oggetto diretto.
Con la forma intransitiva, essendo la struttura analizzata come molto semanticamente vicina a colpirsi, vedrebbe il complemento preposizionale più vicino ad un oggetto diretto e, pertanto, si parlerebbe di riflessivo proprio/diretto.
A sé stesso, nella variante transitiva, andrebbe analizzato come complemento di termine oppure sarebbe opportuno parlare di oggetto obliquo, nonostante il verbo sia transitivo e abbia già un oggetto diretto?
RISPOSTA:
Tutto giusto nella prima parte. Quando alla sua ultima domanda, vale a dire la differenza d’analisi dei complementi introdotti da una preposizione, ci si scontra, come al solito, con metodi differenti e diverse nomenclature, e anche con analisi pseudosintattiche tradizionali poco utili a capire il funzionamento dei costrutti. Naturalmente, quella che segue è soltanto una delle analisi possibili. Si propone di distinguere il sintagma proposizionale (a + X) retto da sparare intransitivo da quello retto da sparare transitivo, stante anche la “regola” secondo la quale oggetto diretto e oggetto obliquo non possono coesistere, ma al massimo alternarsi (vedi anche le seguenti risposte DICO qui, qui e qui]. Pertanto: sparare a qualcuno: a qualcuno oggetto obliquo; sparare un proiettile a qualcuno: a qualcuno complemento di termine o (secondo altra etimologia) oggetto indiretto (assimilabile al dativo di dare qualcosa a qualcuno, indirizzare qualcosa a qualcuno ecc.). Naturalmente a qualcuno è del tutto assimilabile a a sé stesso ecc. Infine, per fare chiarezza ed evitare eccessiva polisemia, si suggerisce la seguente differenza terminologica: oggetto indiretto: dativo (dare qualcosa a qualcuno); oggetto obliquo: oggetto introdotto da una preposizione (sparare a qualcuno, ma anche imbattersi in qualcuno, necessitare di aiuto ecc,); oggetto preposizionale è invece quello tipico di taluni dialetti o dell’italiano substandard (chiamare a qualcuno).
Fabio Rossi
