QUESITO:
Vorrei chiedere se la seguente frase possa considerarsi corretta per descrivere un’azione abituale.
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“Quando erano finite le lezioni andavamo in città”, oppure “Quando finivano…”.
Vorrei anche chiedere quale delle seguenti frasi sia preferibile.
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“Quando avevo sentito lo scoppio, sono uscito di casa”, oppure “Quando ho sentito…”;
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“Quando Cortes arrivò in America fece bruciare le navi”, oppure “Quando era arrivato in America…”.
RISPOSTA:
Nelle due varianti della prima frase l’evento del finire è sempre interpretato come abituale, a prescindere dal tempo verbale usato, perché è messo in relazione con l’imperfetto andavamo. La variante con il trapassato erano finite sottolinea che l’andare avviene soltanto dopo che il finire si è concluso. Questa informazione è, invece, sottintesa (ma viene comunque ricavata per logica dal ricevente) nella variante con l’imperfetto finivano.
Nelle coppie di frasi 2 e 3 il trapassato prossimo è sempre inaccettabile, perché è in relazione con tempi verbali che indicano eventi compiuti. Il trapassato prossimo in una proposizione temporale introdotta da quando si può, infatti, usare soltanto se nella reggente c’è un imperfetto. La ragione è che quando instaura un rapporto temporale molto ravvicinato tra l’evento della temporale e quello della reggente, caratteristica compatibile con il trapassato prossimo soltanto se questo riceve un’interpretazione di ripetizione nel passato dall’evento della reggente all’imperfetto.
La forma più lineare della seconda coppia di frasi è, pertanto, quando ho sentito… sono uscito. Per la terza coppia si può scegliere tra il passato remoto quando arrivò… fece bruciare e il trapassato remoto quando fu arrivato… fece bruciare. Il trapassato remoto si può usare in questo caso perché è in rapporto con un passato remoto e perché questo tempo, diversamente dal trapassato prossimo, rappresenta l’evento come immediatamente precedente a quello della reggente.
Fabio Ruggiano
