QUESITO:
Ho un dubbio che riguarda le locuzioni avverbiali di tempo: sono da intendersi come tali espressioni come il giorno dopo/il giorno prima / due…x giorni prima o dopo, sabato/domenica sera, tre…x giorni fa, la settimana prima/dopo, due mesi prima/dopo e altre simili? Perché?
RISPOSTA:
I sintagmi che contengono i nomi giorno, settimana, mese, anno, i nomi dei giorni e dei mesi, i numeri degli anni non possono essere considerati locuzioni avverbiali. Tali nomi e numeri mantengono, infatti, all’interno dei sintagmi, il loro significato pieno. Diversamente, nelle locuzioni avverbiali, i nomi sono desemantizzati: in precedenza ‘precedentemente’ (come anche in modo chiaro ‘chiaramente’). La distinzione tra sintagma preposizionale con funzione propria e locuzione avverbiale non è, comunque, netta; possono esserci casi ambigui: in un periodo successivo, per esempio, potrebbe essere inteso con significato pieno, se periodo ha una funzione tematica precisa, oppure come locuzione avverbiale, se serve soltanto a indicare la collocazione successiva dell’evento (quindi con il significato di successivamente). La scelta della locuzione al posto dell’avverbio fa, però, propendere per la prima soluzione.
Ancora, alcuni sintagmi che sembrerebbero locuzioni avverbiali sono meglio analizzabili come complementi predicativi: nella frase “Luca è arrivato in ritardo”, per esempio, in ritardo non indica né un tempo in cui si realizza il processo né un modo di realizzarsi del processo, bensì una qualità temporanea del soggetto. Il sintagma funziona, cioè, come sano e salvo nella frase “Luca è arrivato sano e salvo”. Di conseguenza, arrivare si comporta, in frasi come questa, da verbo copulativo.
Fabio Ruggiano
