QUESITO:
Di recente, in ben due diverse traduzioni, ho trovato la locuzione a turno riferita a un unico soggetto in una forma che ho sempre pensato errata. Ecco un esempio: “Stavo al parapetto e a turno guardavo giù verso il mulinello a poppa, e indietro a una notturna Atene”. A me suona sbagliato, ma potrei non avere ragione. Naturalmente avrei personalmente scritto “…guardavo ora…e ora….”.
RISPOSTA:
L’uso è legittimo. La locuzione avverbiale a turno significa soprattutto ‘alternandosi, avvicendandosi uno alla volta’, come in fare a turno ‘alternarsi’. Non si può, però, escludere il significato non reciproco ‘alternando, rivolgendosi a due o più elementi uno alla volta’, come in distribuire a turno.
Va riconosciuto che in alcuni contesti sintattici, e in assenza di ulteriori precisazioni, entrambe le interpretazioni sono possibili; in particolare, con un soggetto plurale, un verbo bivalente o trivalente e un secondo argomento pure plurale: distribuiamo caramelle ai bambini a turno = ‘ci avvicendiamo nel distribuire caramelle ai bambini’ oppure ‘distribuiamo caramelle ora a un bambino ora a un altro’.
Fabio Ruggiano
