QUESITO:
Vorrei sottoporre alla vostra attenzione i miei dubbi:
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se i superlativi relativi come il molto maggiore sono scorretti (il molto migliore è…), è possibile girare la frase in altri modi?
A. Il più alto – molto – della classe è Luigi;
B. Il migliore tra i miei fratelli è Luigi, e di molto.
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Se è sconsigliabile usare ad esempio più poco al posto di meno, lo stesso vale per tutti gli avverbi irregolari? Quando e perché non vale nel caso degli aggettivi (“Questa pizza è più buona/migliore dell’altra”)?
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Se forme semanticamente logiche come molto, decisamente, assai migliore/meglio; meno, decisamente, assai peggiore/peggio ecc. sono tutte corrette, come spiegare un po’ meno, di meno, che corrisponde a un poco più poco, di più poco?
RISPOSTA:
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Sì, il superlativo relativo sintetico (o organico) può essere graduato sintatticamente come nei suoi esempi. Esistono anche forme più semplici, come è decisamente/di gran lunga il maggiore. La stessa graduabilità si può realizzare con i superlativi analitici: “Luca è di gran lunga il più scatenato dei miei amici”.
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La forma usata nell’esempio (più buona/migliore) è un aggettivo, non un avverbio. Per gli avverbi che formano il comparativo sintetico non ci sono alternative analitiche: *più poco, *più bene, *più male sono attualmente inaccettabili rispetto a meno, meglio, peggio. Lo stesso non vale per gli aggettivi: i comparativi sintetici possono essere quasi sempre sostituiti con gli equivalenti analitici: Luca è più buono/cattivo/grande/piccolo di Maria. Le forme sintetiche sono preferite quando l’aggettivo accompagna un nome astratto: il minore dei mali (non * il più piccolo dei mali); al contrario le forme analitiche funzionano meglio con nomi concreti: Luca è più buono di Andrea indica che Luca ha una certa qualità caratteriale, mentre Luca è migliore di Andrea attribuisce a Luca una valore generale maggiore.
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La domanda contiene già la risposta: molto meglio e simili e un po’ meno e simili sono forme strutturalmente equivalenti (infatti si può anche dire un po’ meglio) e ugualmente corrette. Anche in questo caso, comunque, non bisogna confondere gli aggettivi e gli avverbi, perché gli avverbi visti sopra non ammettono il comparativo e il superlativo analitici, mentre gli aggettivi corrispondenti (e gli altri che hanno il comparativo e il superlativo sintetici) sì.
Fabio Ruggiano
