QUESITO:
Il paziente è stato dichiarato fuori pericolo. In analisi logica “fuori pericolo” che complemento è?
RISPOSTA:
Come abbiamo rilevato più volte (per es. qui, qui, qui e in molti altri luoghi), la nomenclatura dei complementi dell’analisi logica tradizionale fa acqua da tutte le parti, in quanto confonde parametri meramente lessico-semantici, con parametri morfologici, con parametri logico-sintattici. Di questa confusione, a non dire inutilità o dannosità, dell’analisi logica scolastica si son resi conto numerosi grammatici e linguisti da secoli (per esempio, già Fornaciari, nella sua Sintassi, parlava dell’inutile «selva infinita di complementi» [Fornaciari 1897: XI]). Nel caso da lei riportato, fuori pericolo è una locuzione aggettivale (GRADIT), ovvero un insieme di parole che svolge il ruolo di aggettivo, o, in analisi logica, attributo. Pertanto, in associazione con il verbo essere (copula) o con i verbi copulativi (dichiarare al passivo), la parte nominale fuori pericolo costituisce il predicato nominale «è stato dichiarato fuori pericolo». Secondo altre teorie grammaticali, i verbi copulativi non costituiscono un predicato nominale, bensì un predicato verbale + predicativo del soggetto. In quest’ultimo caso, dunque, fuori pericolo andrebbe interpretato come complemento predicativo del soggetto. Come abbiamo osservato più volte in DICO, la grammatica (intesa come grammaticografia) non è ontologica, non è fatta di dogmi, sibbene di interpretazioni teoriche. Oltre alle due qui enunciate (e chi scrive preferisce la prima), potrebbe trovarne anche altre (complemento di modo, di limitazione o altro ancora), a nostro giudizio errate.
Fabio Rossi
