QUESITO:
Il verbo invitare può reggere un complemento di moto a luogo, oltre che di fine/scopo?
-L’ho invitato a questa cena = moto a luogo.
-Sono andato ad una cena = come sopra.
RISPOSTA:
Il moto a luogo e il fine possono effettivamente sovrapporsi (è un difetto che si riscontra in diversi complementi dell’analisi logica). L’unico criterio plausibile per decidere se si tratta di luogo o fine è considerare il significato del nome: per esempio casa indica un luogo; cena, invece, è un’attività. Diremo, pertanto, che a casa in invitare a casa è complemento di moto a luogo, a cena in invitare a cena è complemento di fine.
Attenzione: quando si dice andare a cena non si indica il luogo in cui si va, ma l’attività che si va a fare, tanto è vero che possiamo parafrasare andare a cena con andare a cenare, cioè a svolgere l’attività del cenare. Possiamo, quindi, considerare a cena complemento di fine anche quando completa il verbo andare. L’etichetta di complemento di moto a luogo è, comunque, accettabile, in considerazione sia del significato del verbo, chiaramente legato al movimento, sia della possibilità che i nomi di attività siano usati metonimicamente per indicare il luogo in cui si svolge l’attività (si pensi a consiglio, che indica sia l’attività di discutere una questione, sia il gruppo di persone che discute la questione, sia la riunione in cui si discute, sia, in ultimo, il luogo in cui si svolge la riunione).
Può sembrare bizzarro considerare la semantica delle parole per stabilirne la funzione sintattica, ma questo è per l’appunto il problema più grave dell’analisi logica, che rende questo tipo di analisi un esercizio teorico metodologicamente confuso e dagli obiettivi incerti.
Fabio Ruggiano
