QUESITO:
Volendo volgere le frasi che seguono ai punti a), b) e c) dal discorso diretto all’indiretto (e all’indicativo imperfetto), è corretta la versione riportata ai corrispondenti punti a1), b1) e c1)?
a) Antonio: “Se mi avessero licenziato, avrei chiesto l’aiuto di Marco”.
b) Antonio: “Quando mi licenzieranno, chiederò l’aiuto di Marco”.
c) Antonio: “Se mi licenzieranno, chiederò l’aiuto di Marco”.
a1) Antonio riferiva che se lo avessero licenziato, avrebbe chiesto l’aiuto di Marco.
b1) Antonio riferiva che quando lo avrebbero licenziato, avrebbe chiesto l’aiuto di Marco.
c1) Antonio riferiva che se lo avrebbero licenziato, avrebbe chiesto l’aiuto di Marco.
Concludo rappresentando che in un primo momento, temendo di contravvenire alle regole in materia di periodo ipotetico, ero tentato di ritenere che la frase c1) dovesse corrispondere alla a1). In tal caso, tuttavia, avrei descritto con la stessa sequenza di parole dei concetti differenti.
RISPOSTA:
Le frasi a1 e b1 sono ben costruite. La c1, invece, infrange una regole rigida: la proposizione ipotetica non ammette il condizionale. La forma da scegliere è il congiuntivo trapassato, perché la conseguenza dell’ipotesi, descritta nell’oggettiva (avrebbe chiesto l’aiuto di Marco), è al condizionale passato, che è un tempo storico. Il condizionale passato nell’oggettiva è, del resto, sufficiente per esprimere il concetto della posteriorità nel passato dell’intera costruzione.
La frase c1 finisce, quindi, per coincidere con la a1 (come rilevato da lei). Si possono, però, usare accorgimenti linguistici per sottolineare la specificità semantica delle due frasi; per esempio:
a1) Antonio riferiva che se allora/in passato/in quella circostanza lo avessero licenziato, avrebbe chiesto l’aiuto di Marco.
c1) Antonio riferiva che se in futuro lo avessero licenziato, avrebbe chiesto l’aiuto di Marco.
Fabio Ruggiano