Non c’è una regola ferrea, in italiano, anche perché talora sono ammessi entrambi i costrutti. La tendenza generale è che di è molto più frequente e che a ha quasi sempre un valore finale. Per esempio, «Penso di pulire la mia camera tra poco»; «Io penso a pulire, tu pensa a cucinare». I verbi di movimento reggono a: «andiamo a mangiare»; «torniamo a vedere». I verbi che indicano pensieri e parole reggono quasi tutti di: «credo di sapere»; «temo di prendere freddo»; «hai detto di partire». Per ogni incertezza è bene cercare sul vocabolario il verbo prima della preposizione, per vedere con quale preposizione si costruisce.
Fabio Rossi
