Omissione dell’articolo obbligatoria e facoltativa

Categorie: Lessico e fraseologia, Morfologia, Semantica, Sintassi

QUESITO:

Mi accade frequentemente che dei non madrelingua condividano con me i propri dubbi sull’omissione dell’articolo determinativo, desiderosi di trovare una (suppongo inesistente) sistematizzazione definitiva della regola. Oltre ai casi citati da Serianni nella “Grammatica italiana” (IV 72-75) non sono in grado di trovare una sistematizzazione di altri casi in cui l’articolo debba (o possa) venire omesso. La mia domanda √® questa: I casi che non rientrano in quelli “canonici” descritti da Serianni come devono essere considerati? Come omissioni determinate da variazione diastratica/diamesica/diafasica, e quindi che non riguardano l’italiano standard, o come qualcos’altro che non riesco a comprendere cosa sia?
Ad esempio, l’ultimo dubbio che mi √® stato posto riguarda la frase “Come conciliare lavoro e maternit√†?” e “Oggi a pranzo ho mangiato pastasciutta al tonno.”

 

RISPOSTA:

L’omissione dell’articolo √® obbligatoria soltanto in alcuni dei casi elencati da Serianni (con i nomi propri, i titoli di opere d’arte, i nomi di mesi, i vocativi); in altri √® comune ma non obbigatoria: “Il luned√¨¬†√® il mio giorno preferito”, “Dov’√®¬†la mamma?”. In questi casi l’alternanza si spiega con la natura affine ai nomi propri di questi nomi, oppure con la loro alta frequenza d’uso come vocativi. Un’altra categoria di nomi per cui l’omissione √® obbligatoria √® quella dei nomi inseriti in espressioni cristallizzate:¬†con calma,¬†per favore,¬†di fretta,¬†da sballo,¬†a rigore, ma anche¬†a casa,¬†in ufficio,¬†a scuola,¬†a teatro. Con questa categoria il problema √® che la cristallizzazione delle espressioni non √® predicibile; per esempio¬†a teatro¬†ma¬†al cinema,¬†in banca¬†ma¬†alla posta,¬†in ufficio¬†ma¬†allo studio. Per di pi√Ļ, la cristallizzazione √® “in movimento”: per esempio √® gi√† presente nell’uso panitaliano¬†a studio¬†accanto a¬†allo studio¬†(mentre in alcuni italiani regionali esistono¬†a mare,¬†a spiaggia¬†e altre costruzioni simili).
Di l√† da questi casi, l’omissione √® possibile con tutti i nomi comuni al plurale, per indicare oggetti indeterminati non specifici: “Per tutta la vita ho fatto il venditore¬†di automobili” / “Mi piacciono¬†le automobili veloci“. Diversamente, al singolare, l’omissione √® tipica dei nomi massa, come¬†pastasciutta¬†nel suo esempio (ma anche¬†caff√®,¬†oro,¬†acqua¬†ecc.); in questo caso la presenza o assenza dell’articolo modifica fortemente la percezione del nome: “Avete caff√®?” (si riferisce alla merce) / “Abbiamo finito il caff√®” (si riferisce alla riserva conservata in casa) / “Vuoi un caff√®?” (si riferisce a una dose della bevanda). Nel primo caso, quello in cui il nome esprime pienamente la sua natura di sostanza non specifica, si pu√≤ anche optare per¬†del caff√®, con il cosiddetto¬†articolo partitivo.
Come i nomi massa si comportano anche i nomi astratti, come quelli del suo primo esempio: con lavoro e maternità si rappresentano i due nomi come valori astratti; con il lavoro e la maternità si allude alle loro manifestazioni concrete (dover alzarsi presto la mattina, dover rispettare orari, consegne e scadenze, dover reagire prontamente in caso di emergenze ecc.).
Per concludere, nei casi in cui l’omissione dell’articolo √® facoltativa scegliere sulla base della sfumatura che si intende dare alla frase √® arduo: l’unica soluzione per essere sicuri √® chiedere a un madrelingua, che quasi mai avr√† dubbi su quale variante sia preferibile, anche se quasi mai sapr√† spiegare perch√©. I madrelingua, infatti, memorizzano una gran quantit√† di casi, da cui ricavano le regole automaticamente e inconsapevolmente.
Fabio Ruggiano

Parole chiave: Articolo, Nome
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