QUESITO:
Nella frase «Il ponte è di ferro», di ferro viene comunemente considerato un complemento di materia. Basta la presenza della preposizione a non considerare è di ferro un predicato nominale? È sostenibile che il verbo essere sia vuoto di significato e abbia la funzione di copula? Chi lo considera un predicato verbale, lo trasforma in è fatto: anche in questo caso l’informazione non sembra essere piena, perché non si vuole dire che il ponte è semplicemente ‘costituito, eretto’; l’indicazione della materia è più che un semplice argomento, è fondamentale perché il verbo abbia il significato che deve avere. È diverso inoltre da «Marco è a casa», perché a casa non può essere una parte nominale in quanto non lavora sul soggetto. Diverso ancora forse è il caso «il libro è di Luca»: tuttavia, nel considerare essere con il significato di ‘appartenere’, si modifica interamente la funzione del sintagma che da complemento di specificazione, diventa di termine (‘appartiene a Luca’). Per quanto resti impossibile non considerare la presenza della preposizione, tuttavia, credo che fare rientrare «il ponte è di ferro» nel predicato nominale aiuterebbe a ridurre il numero di complementi basati sul significato semantico e si baserebbe su un aspetto oggettivo: il verbo senza quell’argomento non darebbe l’informazione voluta, quindi non si ha a che fare con un argomento ma con il significato stesso del verbo.
RISPOSTA:
La sua argomentazione non fa una piega, se mi è concesso quest’idiomatismo colloquiale. Sì, ha ragione lei, secondo la visione dell’analisi sintattica che condivido e che in DICO abbiamo esposto più volte, almeno qui, qui, qui e altrove. 1) Il nome del predicato può essere costituito anche da un sintagma preposizionale; 2) l’analisi logica scolastica è una catastrofe; 3) la distinzione tra predicato verbale e predicato nominale è molto meno rigida di quanto comunemente sostenuto dalle grammatiche scolastiche.
Fabio Rossi
