QUESITO:
Quando che introduce il secondo termine di paragone («sei più bello che intelligente») non mi pare che si possa considerare congiunzione e meno ancora pronome o aggettivo. A me sembra piuttosto che svolga le stesse funzioni di di quando introduce un termine di paragone. Ha senso affermare che in questo caso che è una preposizione?
RISPOSTA:
Il che introduttore del secondo termine di paragone è, secondo la tradizione grammaticografica italiana, una congiunzione. È peraltro comprensibile la sua difficoltà a distinguere le preposizioni dalle congiunzioni: non a caso, la moderna linguistica preferisce parlare di connettivi, cioè elementi che servono a connettere tra loro sintagmi o proposizioni, indipendentemente dalla classificazione tradizionale delle parti del discorso. È opportuno ricordare sempre che la ripartizione delle parole in parti del discorso non è ontologica, ma soltanto una classificazione di comodo, come tale soggetta a molti limite e possibili rinegoziazioni.
Fabio Rossi
