QUESITO:
Vi sottopongo un altro quesito in merito alla frase che segue: «Quando finalmente la pioggia è cominciata a scemare, tutti hanno applaudito guardandomi con espressioni di apprezzamento».
«Quando finalmente la pioggia ha cominciata a scemare, tutti hanno applaudito guardandomi con espressioni di apprezzamento».
Io opto per la seconda frase («ha cominciato a scemare»), ma viene proposta la prima («è cominciata a scemare»).
Qual è la versione corretta?
RISPOSTA:
I verbi aspettuali o fraseologici come cominciare a, finire di, continuare a ecc. si comportano, quanto alla scelta dell’ausiliare, come i verbi servili o modali (potere, dovere, volere), ovvero secondo la regola espressa in varie risposte di DICO come questa, che qui riassumo: l’ausiliare può essere indifferentemente quello del verbo aspettuale (avere: «ha cominciato a scemare»), oppure quello del verbo retto dal verbo aspettuale (essere: «è cominciata a scemare»). Naturalmente, nel primo caso il participio passato è al maschile non marcato («la pioggia ha cominciato a scemare»; sarebbe un grave errore *«ha cominciata a scemare»); nel secondo caso è accordato col genere del soggetto («la pioggia è cominciata a scemare»). Le sue due frasi sono pertanto entrambe corrette ed entrambe adatte a tutti i registri, senza alcuna preferenza se non quella suggerita dal gusto personale. Posso solo aggiungere che solitamente i parlanti meridionali optano per l’ausiliare essere, mentre i settentrionali per l’ausiliare avere, con moltissime eccezioni.
Fabio Rossi