QUESITO:
Vorrei cortesemente delucidazioni sulla frase seguente: «Siamo insegnanti che cerchiamo casa a Piacenza».
RISPOSTA:
La frase è scorretta perché viola la regola dell’accordo di persona. Il periodo in questione è costituito da due proposizioni: la reggente «Siamo insegnanti» e la subordinata relativa (o pseudorelativa, secondo altre teorie) «che cerchiamo casa a Piacenza». Ciascuna proposizione deve rispettare, secondo il funzionamento della morfosintassi italiana, l’accordo di numero e, se occorre, di genere e di persona tra soggetto e verbo. Tale accordo è rispettato nella reggente (noi soggetto sottinteso, siamo prima personale plurale accordata con noi), mentre non è rispettato nella subordinata, dal momento che il soggetto che, che pronominalizza la parte nominale insegnanti del predicato nominale siamo insegnanti, presuppone la terza personale plurale del verbo. La forma corretta è pertanto: «Siamo insegnanti che cercano casa a Piacenza». Il fatto che insegnanti (e dunque il pronome che) sia coreferente di noi è una relazione semantica, non morfosintattica. Diverso sarebbe stato se il pronome che fosse dipeso direttamente da noi, anziché da insegnanti: «Noi insegnanti che cerchiamo casa a Piacenza».
Fabio Rossi