È possibile il passivo di verbi intransitivi? «È stato parlato del problema», «ne è stato parlato»?

Categorie: Sintassi

QUESITO:

Parlare è un verbo inergativo che può essere bivalente quando regge un complemento preposizionale relativo all’argomento (del problema) o uno relativo alla persona con cui si discute (a lui/con lui) o trivalente quando li regge entrambi.

Il fatto è che Parlare resta comunque un inergativo intransitivo e che, allo stesso tempo, nessuna grammatica, se non erro, avvalora la possibilità che un verbo intransitivo diventi passivo, per cui le seguenti forme sarebbero errate:

È stato parlato, è stato parlato del problema, ne è stato parlato, è stato parlato a te, ti è stato parlato, te ne è stato parlato.

Credo che i motivi per cui certe forme risultano orecchiabili per qualcuno, me compreso, siano due:

Il primo riguarda l’esistenza di costrutti come “se n’è parlato”, che però contengono un si impersonale, non passivante.

Talora la distinzione tra si impersonale e si passivante non è così immediata.

Si pensi, per esempio, a «si vende un mobile»: possiamo interpretare «mobile» come complemento oggetto del verbo transitivo avente un soggetto impersonale (noi/qualcuno) o come soggetto del verbo in questione che da transitivo è diventato passivo.

Il secondo motivo potrebbe anche essere l’esistenza di locuzioni verbali come «tenere conto di qualcosa», le quali possono però essere “passivizzate”, cioè «è stato tenuto conto di qualcosa», ma al cui interno è presente un verbo transitivo, in questo caso tenere, e un complemento oggetto, conto.

Ho fatto delle ricerche su Google, trovando delle occorrenze, tra cui queste due: «Maria, unica figlia ed erede dei duca di Borgogna, è colei della quale “già ne è stato parlato per darla” in sposa a Federico».

«Il confronto più immediato è con due cretule ed una pietra incisa del primo palazzo di Cnosso: anche per queste è stato parlato di ritratto».

Fonti:

https://eur01.safelinks.protection.outlook.com/?url=https%3A%2F%2Fwww.treccani.it%2Fenciclopedia%2Ffederico-d-aragona-re-di-napoli_&data=05%7C02%7Cdico%40unime.it%7C524a4c3380874ac404db08def4c0890e%7C84679d4583464e238c84a7304edba77f%7C0%7C0%7C639217304933524724%7CUnknown%7CTWFpbGZsb3d8eyJFbXB0eU1hcGkiOnRydWUsIlYiOiIwLjAuMDAwMCIsIlAiOiJXaW4zMiIsIkFOIjoiTWFpbCIsIldUIjoyfQ%3D%3D%7C0%7C%7C%7C&sdata=3GF35ljSqIl99q8NpZrIu1UMlaJnDzevQNOuW3YS29Q%3D&reserved=0(Dizionario-Biografico)/

https://eur01.safelinks.protection.outlook.com/?url=https%3A%2F%2Fwww.treccani.it%2Fenciclopedia%2Farte-minoico-micenea_&data=05%7C02%7Cdico%40unime.it%7C524a4c3380874ac404db08def4c0890e%7C84679d4583464e238c84a7304edba77f%7C0%7C0%7C639217304933555421%7CUnknown%7CTWFpbGZsb3d8eyJFbXB0eU1hcGkiOnRydWUsIlYiOiIwLjAuMDAwMCIsIlAiOiJXaW4zMiIsIkFOIjoiTWFpbCIsIldUIjoyfQ%3D%3D%7C0%7C%7C%7C&sdata=wrJkUCpmJhIqca0g5H%2FuSsNon1WvV0vpVpxxPTakI%2BE%3D&reserved=0(Enciclopedia-dell’-Arte-Antica)/

 

Questa e-mail è stata inviata da un modulo di contatto su DICO (https://eur01.safelinks.protection.outlook.com/?url=http%3A%2F%2Fportale2.unime.it%2Fdico&data=05%7C02%7Cdico%40unime.it%7C524a4c3380874ac404db08def4c0890e%7C84679d4583464e238c84a7304edba77f%7C0%7C0%7C639217304933575531%7CUnknown%7CTWFpbGZsb3d8eyJFbXB0eU1hcGkiOnRydWUsIlYiOiIwLjAuMDAwMCIsIlAiOiJXaW4zMiIsIkFOIjoiTWFpbCIsIldUIjoyfQ%3D%3D%7C0%7C%7C%7C&sdata=GHAebYmv0QO8DHGVla6UJsWirE2HXXwgEPr5ZnbThzY%3D&reserved=0)

 

RISPOSTA:

Sostanzialmente tutto giusto quello che dice. L’agrammaticalità (secondo il sistema sintattico italiano) del passivo con i verbi intransitivi permane, checché ne dicano l’Intelligenza Artificiale, alcuni siti e molte attestazioni. Giusta la sua osservazione sulla confusione tra si passivante e impersonale. Entrambi i casi da lei riportati sarebbero inaccettabili in italiano standard. L’impressione è che forme substandard (oggi ma non ieri: in italiano antico o poetico parlare transitivo è normalissimo: «che parli» si legge in moltissimi libretti ottocenteschi) quali «è stato parlato» siano una sorta di ipercorrettismo per evitare il si (impersonale o “toscano”, ma erroneamente interpretato come passivante), ritenuto, a torto, come troppo informale. Agisce anche la forza dell’analogia: è stato detto > è stato parlato (ma naturalmente dire è transitivo). Per si “toscano” intendo il si per esprimere la prima personale plurale, talora generica (e dunque prossima all’impersonale, talora), del tipo noi si va ‘andiamo’. Anche una forma come «è stato tenuto conto di qualcosa», ancorché attestato anche in sedi autorevoli, è agrammaticale, in luogo di «se n’è tenuto conto», che invece è grammaticale e normalissimo in qualunque registro.

Su alcuni di questi costrutti passivi di verbi intransitivi (quale per esempio «la domanda/telefonata è stata risposta»), infine, può agire anche l’influenza dell’inglese, che però ha una sintassi diversa da quella dell’italiano: cfr. la bella risposta Raffaella Setti nel sito dell’Accademia della Crusca.

Dopodiché, come si sa, la lingua è in continuo movimento e va dove vuole, o meglio dove vogliono i parlanti. Pertanto, ciò che è agrammaticale oggi non è detto che non si grammaticalizzi presto. Può darsi che tra cinquant’anni usi come «la telefonata è stata riposta» o «di questo è già stato parlato» siano normalissimi a tutti i livelli di lingua.

Fabio Rossi

Parole chiave: Analisi logica, Registri, Verbo
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