QUESITO:
Le mie figlie, frequentanti la 3° primaria in due diverse sezioni, sono entrambe state corrette nei compiti in classe, per un “errato” uso del maiuscolo.
La richiesta delle insegnanti è quella di usare la lettera maiuscola quando si scrive un nome proprio o quando si cita un discorso diretto. Sarebbe tutto corretto, se non facessero svolgere gli esercizi già con la grafia maiuscola. Con questa modalità di scrittura, non ho trovato alcun tipo di riferimento grammaticale che preveda l’uso di una lettera “ancora più maiuscola”. Alcuni esempi di errori segnalati “PINOCCHIO”, “MARCO”, perchè non presentano la prima lettera maiuscola. Gradirei comprendere se c’è una regola specifica che mi sfugge o tale richiesta è frutto di richieste personali dei docenti.
RISPOSTA:
Se le parole vengono scritte in stampato maiuscolo, la distinzione tra l’iniziale maiuscola e le altre lettere non maiuscole si annulla. In altre parole, l’ortografia standard dell’italiano non prevede (e sarebbe strano il contrario) un carattere “più che maiuscolo”.
Immagino che le maestre, proponendo questa soluzione “artigianale”, stiano cercando di risolvere un dilemma: da una parte gli studenti sanno scrivere soltanto in stampato maiuscolo, dall’altra devono abituarsi a usare l’iniziale maiuscola nei casi che lo richiedono. In questa situazione, l’introduzione del carattere “più che maiuscolo” si può giustificare: quando gli studenti impareranno a usare lo stampato minuscolo, e ancora di più il corsivo, avranno incamerato l’uso dell’iniziale maiuscola, che a quel punto sarà ben distinta dalle altre lettere.
Fabio Ruggiano
