QUESITO:
A) Chiamare a consiglio / riunione;
B) Convocare a consulta.
Sono espressioni cristallizate come chiamare a raccolta oppure rappresentano un complemento di termine o finale?
Mi vengono in mente chiamare a messa o chiamare al regno, chiamare a scegliere.
Avrebbe senso ciò a cui è stato chiamato in questo caso.
Per quanto riguarda chiamare, vedo anche una sfumatura finale, mentre per quanto riguarda convocare a non mi raccapezzo e non mi pare regga la preposizione a in questo senso, per cui credo che a consulta possa essere una locuzione avverbiale.
Sarebbe diverso, invece, convocare a una consulta, dove potrebbe palesarsi un complemento di luogo.
RISPOSTA:
In tutti i casi i sintagmi introdotti da a sono classificabili come complementi. Si tratterà di complementi di fine: chiamare (qualcuno) a riunione e simili sono, infatti, affini a invitare (qualcuno) a cena.
Chiamare a consiglio e chiamare a riunione sono espressioni cristallizzate usate come sinonimi di convocare. La cristallizzazione è resa evidente dalla caduta dell’articolo, che normalmente accompagna tutti i nomi comuni (tranne quelli non numerabili) al singolare. La cristallizzazione di un’espressione non fa perdere al sintagma contenuto nell’espressione la funzione di complemento, anche se in alcuni casi questa funzione viene oscurata. Dal punto di vista dell’analisi logica, quindi, a cena di invitare a cena, a raccolta di chiamare a raccolta, a messa di chiamare a messa, al regno di chiamare al regno (in quest’ultimo caso, si noti, chiamare prende il significato di ‘nominare’) hanno la stessa funzione. In chiamare a scegliere il verbo regge non un complemento, ma una proposizione di fine.
Convocare a consulta risulta scarsamente attestata, oltre che difficilmente giustificabile semanticamente, visto che a consulta ribadisce un significato già contenuto in convocare. Probabilmente è il risultato della sovrapposizione di convocare da solo con chiamare a consulto (comunque non consulta) ‘chiedere un parere’. Convocare (qualcuno) a una consulta è una costruzione possibile, ma comunque molto rara. Decisamente più comune è convocare (qualcuno) a una riunione. In generale, convocare è un verbo transitivo che non richiede un completamento di fine; è, invece, comunemente accompagnato da un complemento di moto a luogo (per esempio convocare (qualcuno) in questura). Se l’oggetto convocato è un individuo, si tratterà di un esperto di cui si chiede il parere, di un testimone, di un imputato; se, invece, è un gruppo di persone, sarà un organo consultivo: un collegio/un consiglio/il parlamento/la giunta… Per metonimia, si può anche convocare l’assemblea dell’organo: una riunione/un’assemblea…
Si noti che convocare può essere sinonimo tanto di chiamare a consiglio o a riunione quanto di chiamare a consulto. Le prime due, però, si riferiscono alla convocazione di un gruppo di persone, mentre la terza si usa quando a essere convocata è una persona.
Fabio Ruggiano
