QUESITO:
Mi chiedevo se ci fosse una differenza di significato tra queste due espressioni. Mi sono fatto l’idea che, dal punto di vista lessico pragmatico, tant’è che vada seguita da una o più conseguenze come nel seguente esempio:
Era nervoso, tant’è che fumava di più.
Cioè, il risultato del suo nervosismo è che fuma di più. Dopo tant’è vero che, invece, penso venga enfatizzato la prova del suo nervosismo, che il fumare di più evidenzia il fatto, o funziona da prova, che sia nervoso.
Era nervoso, tant’è vero che fumava di più.
Vi pongo questa domanda in qualità di traduttore dall’italiano all’inglese, dove la distinzione tra aspetti evidenziali e consequenziali, soprattutto nella scrittura giuridica o formale, è davvero rilevante.
RISPOSTA:
La sua idea è corretta. Entrambe le espressioni introducono una proposizione consecutiva; questa, però, “si aggancia” a due punti diversi della proposizione reggente. Tant’è che è equivalente a sicché, di modo che, quindi collega la conseguenza all’evento descritto nella reggente. Tanto è vero che (o tant’è vero che), invece, è equivalente a è talmente vero che, quindi collega la conseguenza alla verità dell’evento. Tale conseguenza sarà, pertanto, un’argomentazione epistemica volta a confermare l’opinione espressa nella reggente.
Fabio Ruggiano
