Uniformità dei tempi verbali

Categorie: Pragmatica e testualità Sintassi

QUESITO:

In alcuni casi ci troviamo di fronte a testi che trascurano la regola dell’uniformità nell’uso dei tempi verbali fra i diversi periodi (mi riferisco in particolare al racconto di una vicenda, alla ricostruzione di ciò che è avvenuto). Nei testi letterari le variazioni sono riconducili spesso a precise scelte stilistiche dell’autore. Negli altri tipi di testo – in particolare quelli giornalistici – le deviazioni invece possono far storcere il naso ai più attenti.

A titolo di esempio, ecco lo stralcio di un articolo del Corriere della Sera in cui si passa dal passato prossimo al presente:

”Non solo: in serata su Truth il presidente ha fatto sapere di aver avuto «un incontro molto produttivo con il segretario generale della Nato Mark Rutte» con il quale «abbiamo formato un quadro per un futuro accordo rispetto alla Groenlandia e, in realtà, l’intera regione artica». […] Trump incarica un uomo sprezzante verso gli europei come il suo vice JD Vance, ma anche il segretario di Stato Marco Rubio e il suo factotum Steve Witkoff”.

In questo tipo di testi, quanto è stringente la regola dell’uniformità e quanto invece è possibile variare senza intaccare la coesione generale? È sempre consigliabile l’uniformità o si può agire con un po’ più di libertà?

 

RISPOSTA:

 

Il passaggio dal passato prossimo (ha fatto) al presente (incarica) è ingiustificato: il mantenimento del passato prossimo (incarica > ha incaricato) è un’opzione ben più felice.

In astratto ci si aspetta che in un testo si mantenga lo stesso tempo verbale, se non intervengono ragioni semantiche che inducono a cambiarlo. L’attesa di rigore sintattico e sul piano della coesione testuale si riduce in testi di formalità media o bassa, ma non è questo il caso: considerando la collocazione del testo in un quotidiano autorevole a diffusione nazionale, il passaggio assume i connotati di un vero e proprio errore.

L’origine dell’errore in questione emerge leggendo la parte dell’articolo inserita nella lacuna della sua citazione: “Per Trump «questa soluzione, se applicata» è abbastanza soddisfacente per far sì che «non imporrò i dazi che erano previsti dal primo febbraio». Secondo il tycoon ci saranno «ulteriori discussioni» sul sistema di difesa antimissile chiamato «Golden Dome» riguardo alla Groenlandia”. I piani indessicali dello scrivente e del personaggio di cui lo scrivente riporta il discorso direttamente si confondono a causa della forzatura del discorso diretto nella cornice.

Fabio Ruggiano

Parole chiave: Accordo/concordanza, Coesione, Lingua letteraria, Scritto-parlato-mediato, Verbo
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