QUESITO:
Leggo stamane sul maggiore quotidiano italiano un articolo di Paolo Mieli: «Forse sarebbe il caso che (…) i coalizzati della sinistra italiana provassero (…) A questo punto immaginiamo che la loro risposta SAREBBE che sono già su questa strada…».
Ora Le chiedo: non è da preferire : «A questo punto immaginiamo che la loro risposta SIA (oppure FOSSE) anziché SAREBBE?
Non capisco perché Mieli usi il condizionale al posto del congiuntivo. E lei, quali delle tre forme avrebbe usato: sarebbe, sia, fosse?
RISPOSTA:
Io avrei usato sia, che è il tempo e il modo giusto per esprimere una completiva in dipendenza da un tempo presente (immaginiamo). In alterativa, vanno bene anche sarà (meno formale) o sarebbe (del tutto corretta e formale, che sottolinea l’eventualità, cioè la non certezza, della supposizione). Del tutto scorretto sarebbe invece fosse, perché implicherebbe, per consecutio temporum, che la risposta fosse già stata data al momento della supposizione, cosa palesemente falsa dal contesto.
Fabio Rossi
