Fatica con gioia?

Categorie: Italiano e latino, Italiano e lingue straniere, Lessico e fraseologia, Semantica

QUESITO:

Ho appena concluso la mia prima vacanza da madre con due gemelli di 6 mesi e pensavo che la parola Vacanza per la sua origine di “vacuo” non si sposa bene con la mia esperienza. Andare in vacanza con due gemelli neonati è molto faticoso, di una fatica sia fisica che mentale, può mancare  il sonno, oltre che le energie, e la testa non stacca mai fra pappe e pannolini. La gioia però che ne deriva è enorme, vederli crescere e godersi le loro prime esperienze è un’emozione che cancella tutto e fa ripartire ogni giorno. Per cui vengo alla domanda: che termine della lingua italiana soddisfa i due requisiti sia di stanchezza ma con la gioia finale?

 

RISPOSTA:

No, non c’è una parola unica per esprimere il concetto di ‘appagante fatica’, ‘senso di stanchezza che tuttavia viene ampiamente ripagato dalla felicità che ne consegue’. Ogni termine singolo (riempimento, appagamento, ricompensa, remunerazione ecc.) esprimerebbe solo una parte della pluralità di concetti che lei vuole intendere. E d’altronde è normale così: nessuna lingua può avere tanti termini quanti sono tutti i concetti complessi, gli intrecci di senso e le sfumature semantiche che si vogliono esprimere, altrimenti sarebbe una lingua non dominabile dal cervello umano, nella sua infinitezza. Del resto, anche un concetto complesso come quello espresso dal neologismo inglese staycation (‘vacanza fatta però senza andare lontano e senza rinunciare del tutto alle abitudini del resto dell’anno’) esprime qualcosa di diverso da quel che lei intende. Aggiungo però che lo spettro semantico del termine vacanza è molto ampio, e non è assolutamente veicolato all’etimo ristretto di ‘vuotezza’, riconducibile al lat. vacuum ‘vuoto. Infatti, oggi c’è chi ama vacanze avventurose e oltremodo affaticanti, ma comunque gratificanti, che altrimenti, se non ci si potesse distaccare dall’etimo, non potrebbero mai esser definite vacanze. Non bisogna mai, in nessuna lingua del mondo, ricondurre il significato delle parole a quello originario dell’etimo, perché il lessico di una lingua evolve e il significato nasce dalla somma dei sensi assunti dalle parole nel corso dei secoli, che giungono talora addirittura a capovolgere il senso dell’etimo di partenza. Quindi, morale della favola, senza ricercare alcun neologismo, la sua è stata una vacanza tout court, nella quale, nonostante la fatica, ha avuto il piacere di godersi i suoi due gemelli, lontana dagli impegni del lavoro d’ufficio. O, forse ancor meglio, il termine giusto, nel suo caso, è felicità: chi ha mai detto che per essere appagati, gratificati, bisogna anche essere riposati e “vuoti”?

Fabio Rossi

Parole chiave: Etimologia, Lingua e società, Nome, Storia della lingua
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