Valori deittico e anaforico di “al momento” e “così”

Categorie: Italiano e latino, Lessico e fraseologia, Pragmatica e testualità, Semantica

QUESITO:

Vi interpello per approfondire i valori deittico e anaforico (spero di esprimermi correttamente al riguardo), della locuzione al momento e dell’avverbio così.
Mi spiego meglio: la locuzione al momento si può riferire a un evento costruito con un tempo al passato, e pertanto essere considerata, in determinati contesti, equivalente a in quel momento, oppure si riferisce rigorosamente a una situazione presente? «Serviva quella intraprendenza che al momento/in quel momento non c’era». Sono corrette entrambe le formulazioni? Vengo adesso al secondo caso: l’avverbio così può sostituire tanto in questo modo quanto in quel modo?
«Era irriconoscibile per la rabbia che aveva accumulato. Non lo avevo mai visto così».

 

RISPOSTA:

Il valore deittico e quello anaforico spesso sfumano l’uno nell’altro, come è comprensibile, se si pensa al valore logico dei deittici: designare qualcosa che avviene qui e ora può, per estensione metaforica (o metonimica), facilmente passare a indicare qualcosa che è appena accaduto, che è appena stato nominato ecc. Motivo per cui termini come questo e soprattutto quello (che nascono come deittici, dal latino ECCUM ISTUM e ECCUM ILLUM ‘ecco qui proprio questo/quello che ho davanti agli occhi’) passano molto presto a designare anche, anaforicamente, qualcosa o qualcuno che si è già nominato. La stessa cosa accade con così, dal latino ECCUM SIC (cioè proprio in questo modo qui che sta accadendo adesso, qui e ora), ma che fin dalle origini dell’italiano, più o meno, può essere usato come anaforico, o a metà tra il valore deittico e quello anaforico, come dimostra il seguente esempio da Boccaccio, Decameron 2 5: «E dopo molte altre parole, da capo cominciò a batter l’uscio ed a gridare; e tanto fece così, che molti de’ circonstanti vicini desti, non potendo la noia sofferire, si levarono». In questo caso, è evidente che dal valore deittico si passa a quello anaforico: cioè ‘fece così, nel modo che ho appena descritto, cioè battendo e gridando’. Quindi, l’esempio da lei proposto («Era irriconoscibile per la rabbia che aveva accumulato. Non lo avevo mai visto così») è perfettamente corretto, con valore anaforico di così nel senso di ‘rabbioso, come ho appena detto’. Si può anche disambiguare meglio quel così rendendolo con «in quel modo», ma non è necessario. Proprio per questa sua natura comunque fortemente deittica, così è molto amato da chi vuole usare il discorso indiretto libero, ovvero quell’intreccio di voci e di tempi tra il presente e il passato, tra la voce narrante e quella dei personaggi, com’è il caso, tra i tanti, del seguente brano verghiano: «Il figlio della Locca stava ad ascoltare a bocca aperta, e si grattava il capo. – Bravo! disse poi. Così pesci non se ne troverebbero più nemmeno a Siracusa né a Messina, dove vanno i vapori. Invece li portano di là a quintali colla ferrovia» (I Malavoglia, cap. 2). Nel brano appena citato, così è sia deittico (ma straniante perché col verbo in terza persona anziché nella prima persona attesa dal discorso diretto), sia anaforico: ‘in quel modo, così facendo come appena detto, non avrebbero più trovato pesci’. Verga, nella sua impressionante capacità di modulare le strutture più riposte della lingua italiana, riesce a servirsi anche delle sfumature più sottili della lingua, come così, per coinvolgere il lettore nelle torsioni della voce narrante.

Il valore deittico di al momento, invece, è molto più stabile, in italiano, poiché la locuzione avverbiale si è cristallizzata col valore deittico di ‘allo stato attuale della situazione’. Pertanto, se lo si vuole invece riferire al passato, la forma più corretta sarebbe in quel momento, anche se nell’italiano dell’uso non mancano esempi come quello da lei addotto: «Serviva quella intraprendenza che al momento non c’era», che più correttamente dovrebbe però essere: «Serviva quella intraprendenza che in quel momento non c’era» oppure «Serviva quella intraprendenza che allora non c’era». Molto diverso il caso della locuzione preposizionale al momento di ‘sul punto di, in procinto di’, che invece è riferito soprattutto al passato: «al momento di partire cambiò idea e tornò indietro».

Fabio Rossi

Parole chiave: Avverbio, Etimologia, Lingua letteraria
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