La sua analisi è sostanzialmente corretta, tranne che per la terza frase. Ma partiamo dalla prima: il secondo condizionale passato non produce una proiezione dal passato nel futuro rispetto a un futuro a sua volta priettato rispetto a un passato: tale livello di complessità sarebbe ingestibile da un parlante. Quello che succede in una frase del genere, invece, è che il condizionale passato dipendente da un altro condizionale passato è interpretato come genericamente posteriore rispetto allo stesso passato da cui dipende il primo condizionale (in questa frase mi ha detto), quindi sullo stesso piano di quest'ultimo. Ne consegue che il rapporto temporale relativo tra gli eventi rappresentati da questi due condizionali (il primo è successivo rispetto al secondo) viene obliterato in favore del più rilevante rapporto temporale di entrambi gli eventi rispetto a quello principale della frase. Questo "sacrificio" non è grave, però, perché il rapporto relativo si recupera facilmente per logica confrontando i due eventi (è chiaro che l'essere aggiornato deve precede il fare sapere). Nella seconda frase il congiuntivo trapassato serve proprio a recuperare il rapporto relativo tra i due eventi dipendenti, sacrificando, questa volta, il rapporto tra il secondo evento dipendente e l'evento principale. In altre parole, fosse stato aggiornato è precedente rispetto ad avrebbe fatto sapere (si ricordi che il condizionale passato, per quanto esprima un evento posteriore a un altro, rimane un tempo passato, per cui un evento a esso precedente deve essere espresso con un congiuntivo trapassato). Nessun rapporto, invece, può esserci tra ha detto e fosse stato aggiornato, perché è chiaro che l'essere aggiornato non precede il dire, ma è a questo successivo. A questa considerazione temporale si aggiunge secondariamente la sfumatura di eventualità da lei notata, perché una proposizione temporale al congiuntivo è facilmente interpretata come condizionale. Tale interpretazione sempre possibile può indurre a preferire la soluzione 1, nel caso in cui il parlante voglia descrivere l'evento dell'essere aggiornato come certo. Si consideri, però, che quando si parla di eventi futuri, l'eventualità è sempre implicita, anche quando si rappresentano tali eventi come fattuali.
La frase 3 non è corretta. Il suo ragionamento parte bene: è vero che il passato prossimo (ma non il passato remoto) è affine al presente, quindi può richiedere la consecutio temporum del passato (come nelle prime due frasi) ma anche del presente; tale scelta, però, deve riguardare tutta la frase, non solo parte di essa. Il futuro anteriore, pertanto, va bene soltanto se la proposizione da cui dipende va al futuro semplice: "Mi ha detto che mi farà sapere, quando sarà stato aggiornato". La sua versione della frase, invece, confonde i piani, passando indebitamente dal passato al presente.
Fabio Ruggiano