Alla base della riluttanza c'è il concetto della lotta (deriva, infatti, dal latino luttare), della resistenza a fare qualcosa, anche a comprendere qualcosa, a collaborare. Ripercorrendone gli usi letterari, spesso a riluttante è assegnato proprio il significato di chi non vuole collaborare, non vuole essere d'accordo, non vuole ascoltare le opinioni e le ragioni altrui, ecc. Il contesto, come sempre, è dirimente: si può essere riluttanti (cioè non voler collaborare) alla chiarezza, cioè volersi ostinare ad essere oscuri, ambigui. Ambiguo, per l'appunto: visto che l'italiano ha un bel termine preciso per esprimere il concetto di cui lei sta parlando (una persona poco chiara, che non mi convince), perché non usarlo? Se il lessico italiano fornisce la parola che esprime esattamente quello che vogliamo esprimere, usiamola, senza ricorrere a complicate metafore, metonimie, sinestesie, ipallagi ecc., e senza far troppo affidamento sulle capacità di comprensione dei nostri interlocutori. I quali, se confusi da termini poco chiari, possono ben essere... riluttanti alla comprensione!

Fabio Rossi