La risposta si colloca più o meno nel mezzo, a mio giudizio, tra una risposta del tutto pertinente e una del tutto sbagliata. 
Nel concetto di sproloquiare rientra sicuramente il parlare a sproposito e sconclusionatamente e, in effetti, questo raramente si concilia con la malizia che, all’opposto, implica una buona dose di oculatezza, di programmazione (che è il contrario dell’essere sconclusionati). Diciamo, però, che non si può escludere a priori che uno sproloquio sia anche malizioso. Quel che è un po’ strano (poco appropriato secondo il lessico e la semantica italiani) è l’uso del termine sparlare, il quale, invece, implica esattamente e necessariamente la malizia, la maldicenza, il malanimo.
Morale della favola: o il suo informatore presenta qualche lacuna nell’uso dell’italiano (ignorando, cioè, il significato esatto del termine sparlare, piuttosto che di sproloquiare), oppure sembrerebbe questo un classico caso interessante di lapsus freudiano (ma non vorrei certo rubarle il mestiere...), poiché, nel momento stesso in cui il paziente nega esplicitamente la malizia, cacciandola dalla porta, ecco che questa rientra dalla finestra (inconscia) del significato di sparlare.

Fabio Rossi