Il comportamento del pronome ne è abbastanza complesso, in italiano. Provo a semplificare il più possibile la spiegazione di quanto detto nella sua grammatica in modo un po' fumoso.
Il ne può sostituire (incassare, incapsulare) di norma o un complemento oggetto, oppure un soggetto, spesso posposto, di verbi, detti inaccusativi (quali andarevenirearrivare ecc.: intransitivi con ausiliare essere), nei quali il soggetto tende a comportarsi come un complemento oggetto. E dunque, per esempio: "io mangio due mele": "io ne mangio tre" (ne pronominalizza il compl. oggetto mele); "arrivano tre miei cugini": "ne arrivano tre" (il "ne" pronominalizza il soggetto miei cugini); ma in un esempio come: "due persone mangiano", io non posso pronominalizzare il soggetto con ne ("ne mangiano due"), perché in questo caso ne lascerebbe supporre la presenza di un oggetto ("ne mangio due, di ciambelle"). Pertanto, negli esempi riportati dalla sua grammatica, il ne non può riferirsi al soggetto, ma soltanto, semmai, ad altre parti della frase. Per es., in "la figlia ne ha parlato", ne non può pronominalizzare figlia, bensì un complemento di argomento ("La figlia ne ha parlato col padre, di questo problema").  Nel secondo esempio ("tre ne sono usciti da casa"), il ne con difficoltà può essere riferito al soggetto, mentre del tutto normale sarebbe il riferimento al complemento di moto da luogo: "ne sono usciti tre" (da casa). In realtà, quest'ultimo caso è dubbio, poiché, con i verbi inaccusativi, il soggetto potrebbe essere pronominalizzato da ne sia che sia posposto, sia che sia preposto al verbo: sia in "due treni arrivano" , sia in "arrivano due treni", il soggetto treni può essere pronominalizzato da ne: "ne arrivano due".
Per ulteriori chiarimenti sull'uso di ne, veda anche le risposte n. 280050 e 280089 di DICO.

Fabio Rossi