Il paragone dovrebbe in astratto valere in rapporto a ciò che è esplicitato, quindi il senso immediato della frase dovrebbe essere quello che lei non voleva esprimere. In una frase negativa, però, qualsiasi paragone risulta in pratica inevitabilmente ambiguo, perché il ricevente è facilmente indotto a interpretarlo in rapporto alla versione implicita dell'evento (quella positiva). Tanto più in un caso come questo, in cui il senso immediato è piuttosto bizzarro (difficilmente si promette di non poter fare una cosa). È il contesto, quindi, che consente di comprendere il messaggio senza problemi: come spesso avviene, cioè, la testualità, ovvero l'immersione degli enunciati in un contesto comunicativo autentico, consente di superare i limiti espressivi della sintassi. 
Con qualche attenzione, comunque, è possibile ridurre al minimo (ma mai a zero) il grado di ambiguità di uno scritto: le soluzioni che lei propone funzionano a questo scopo, ma in direzione opposta. Come promesso, non ho potuto informarla sfrutta lo spostamento del sintagma all'inizio della frase, che trasforma l'inciso, sintatticamente autonomo, in un'espansione frasale, che viene associata automaticamente a ciò che è esplicitato. La frase così composta significa senz'altro che lo scrivente aveva promesso che non avrebbe potuto informare la persona e così è avvenuto. Al contrario, contrariamente a quanto promesso esplicita il valore negativo del paragone, che quindi nega la negazione e chiarisce che il riferimento è alla versione positiva, implicita, dell'evento, cioè che lo scrivente aveva promesso che avrebbe potuto informare la persona ma questo non è avvenuto.
Fabio Ruggiano