La variante con il gerundio (la n. 2) è certamente corretta ed economica, perché consente di aggirare due problemi che si devono affrontare se si usa un modo finito: l'identificazione del tipo di subordinata; la scelta del modo e del tempo adatti. La variante con il gerundio, infatti, non esclude che si possa costruire la stessa subordinata in modo esplicito. 
Per quanto riguarda il tipo di subordinata, esso si può facilmente identificare come causale (come fa lei). La proposizione causale di norma non ammette il congiuntivo, ma si costruisce con l'indicativo o il condizionale. In questo caso, il condizionale può essere escluso, perché questa subordinata è attratta nell'orbita dell'ipotesi; il congiuntivo, invece, può essere accettato ancora per via dell'attrazione esercitata dalla reggente. La scelta migliore, comunque, rimane l'indicativo, che non può che essere presente (come nella sua proposta n. 1), visto che l'ipotesi è atemporale. Se si opta per il congiuntivo, invece, questo sarà imperfetto (come nella sua proposta n. 3). Insomma, le sue tre proposte sono tutte possibili, ma la n. 2 è la migliore, la n. 1 è accettabile ma più problematica, la n. 3 è quella meno felice.
Fabio Ruggiano