Sigg.ri è forma scorretta (attestata, ma da respingersi), poiché combina arbitrariamente due forme possibili:  la più comune sigg. (che, come tutte le abbreviazioni per il plurale, raddoppia la consonante: ess. 'esempi', pp. 'pagine', sgg. 'seguenti' ecc.) e la meno comune sig.ri (con una sola g, perché il plurale è rappresentato dalla i, in analogia a signore > signori).
Fabio Rossi