La situazione è più complicata di come sembri. 
La proposizione concessiva sintatticamente integrata nella stessa frase della reggente non ammette il modo condizionale, al pari della proposizione ipotetica. Da questo punto di vista sembrerebbe aver ragione la sua collega, che, però, sbaglia nel proporre come soluzione la sostituzione del condizionale con il congiuntivo (riuscirebbe > riuscisse); così facendo, infatti, si stravolgerebbe il senso della frase, trasformando un'affermazione incerta (anche se riuscirebbe) in una concessione (anche se riuscisse). La soluzione, invece, è la separazione della concessiva dal resto della frase attraverso il punto fermo (o al limite il punto e virgola): "Non è così facile per Daniela trovare un nuovo lavoro. Anche se riuscirebbe a vendersi bene al colloquio". In questo modo la concessiva diviene una pseudo-subordinata, ovvero una proposizione indipendente che sembra una subordinata. In quanto indipendente, può prendere qualsiasi modo e tempo utile a esprimere quello che l'emittente intende, senza vincoli sintattici. 
L'espressione anche se, quindi, ha la funzione di locuzione congiuntiva all'interno della stessa frase, di connettivo (o segnale discorsivo) se introduce una frase autonoma.
Proprio qui sta il suo errore, nell'aver usato il connettivo come una congiunzione. Si tratta di un errore meno grave di quello che scaturirebbe dalla sostituzione del condizionale con il congiuntivo, perché nella forma usata da lei il senso della frase è ricostruibile dal ricevente con un po' di sforzo, mentre nella forma proposta dalla sua collega il senso sarebbe irrimediabilmente falsato.
Fabio Ruggiano