Nella consecutio temporum il condizionale presente si comporta come l'indicativo presente, quindi avrei paura = ho paura. Pertanto, così come si dice ho paura che tu possa si dirà avrei paura che tu possa.
Bisogna dire che i verbi di volontà, desiderio, opportunità al condizionale presente reggono preferenzialmente il congiuntivo imperfetto, non presente (vorrei che tu potessisarebbe meglio che tu potessi ecc.); avere paura potrebbe essere attratto da questi verbi, visto che semanticamente equivale a 'non desiderare' (avrei paura = non desidererei), quindi la costruzione con il congiuntivo imperfetto è giustificabile e non può essere considerata scorretta.
Fabio Ruggiano