L'indicativo futuro è preferibile per due ragioni: 1. quando il momento dell'enunciazione, cioè adesso, si inserisce tra il momento di riferimento (in questo caso quello in cui ho saputo) e il momento dell'evento (partirà), il momento dell'enunciazione attrae il tempo dell'evento, che quindi entra in relazione con il presente; 2. il passato prossimo (ho saputo) è proiettato sul presente, per cui spesso si comporta come il presente nella consecutio temporum. Il condizionale passato non si può dire scorretto, ma è forzato; sarebbe più adatto in dipendenza da un imperfetto o un passato remoto: sapevo / mi dissero che domenica prossima sarebbe partito. Per la ragione 1. spiegata sopra, comunque, anche in questo caso si può usare anche l'indicativo futuro: sapevo / mi dissero che domenica prossima partirà.
Fabio Ruggiano