Tutte le varianti di tutte le frasi sono corrette. Ci sono, tra l'una e l'altra, delle differenze semantiche e diafasiche, cioè di registro. Nella prima frase, la seconda variante è del tutto normale; la prima variante, invece, presenta il tema, cioè l'argomento, ripetuto due volte: la prima volta con il pronome ne, la seconda con il sintagma preposizionale di lui. Per un verso, questa ripetizione è un difetto sintattico (per questo motivo questa costruzione è da evitare nello scritto e nel parlato formale); per un altro, in certi contesti può essere utile ripetere due volte il tema, per sottolinearlo. Nella seconda e nella terza frase l'alternanza tra deve e debba è totalmente diafasica; la scelta tra l'una e l'altra forma va fatta in base al registro che si vuole tenere nel discorso: il congiuntivo è più formale, l'indicativo è meno formale. Tra venire e avvenire, invece, c'è una differenza di significato: venire significa 'arrivare', avvenire significa 'succedere'. Entrambi i significati sono perfettamente coerenti con la frase e cambiano di poco il senso generale della frase stessa, quindi entrambi i verbi si possono usare. La frase, comunque, è piuttosto convenzionale ed è costruita quasi sempre con venire.
Fabio Ruggiano