Il collegamento tra i pronomi e i nomi (o gli altri pronomi) a cui questi si riferiscono è un punto in cui la grammatica incontra la testualità. Da una parte, infatti, abbiamo l'accordo morfologico, ovvero l'adattamento del pronome al nome a cui si riferisce (nel caso di ne questo adattamento non si vede, perché questo pronome è invariabile), dall'altra abbiamo la coreferenza, ovvero la capacità di più parole di rimandare allo stesso referente. Nella sua frase 1a, per esempio, Valentina ne rimandano allo stesso referente, che è la persona di Valentina. La coreferenza richiede sempre un minimo di sforzo interpretativo da parte del ricevente, perché non è di per sé evidente che, rimanendo al nostro esempio, Valentina ne rimandino alla stessa persona, visto che sono parole così diverse. Nella stessa proposizione finale in cui si trova ne c'è anche un'altra forma coreferenziale: l'ellissi del soggetto di acquisisca. L'ellissi è una forma coreferenziale perché rimanda a un referente presentato attraverso un nome da qualche parte nella stessa frase (come in questo caso), oppure in un'altra frase del testo. Risalire alla parola con cui l'ellissi è coreferente è in teoria molto difficile, proprio perché l'ellissi si realizza come la sottrazione di una parola o un gruppo di parole (o sintagma). 
Per favorire l'interpretazione coreferenziale da parte del ricevente, ovvero il corretto rimando da un pronome, o da un'ellissi, all'elemento coreferente, l'emittente deve rispettare alcune regole nella costruzione della frase. La coreferenza, quindi, coinvolge anche la sintassi. Nell'esempio, il dubbio sul collegamento tra ne Valentina potrebbe nascere a causa della presenza, nella proposizione reggente, di due nomi in astratto collegabili a neGiulia Valentina, e dall'ellissi del soggetto del verbo acquisire. In questa situazione, il ricevente potrebbe rimanere nel dubbio su chi sia che deve acquisire il metodo da chi. Tale dubbio è risolto immediatamente dalla regola secondo cui il soggetto ellittico di una subordinata deve coincidere con il soggetto della proposizione reggente. Ne consegue che il soggetto di acquisisca è lo stesso di studi, ovvero Giulia. Per esclusione, quindi, ne rimanda a Valentina. Lo stesso vale per la frase 2a: il soggetto di diventi deve essere l'autorimessa, quindi ne rimanda all'appartamento.
Il suo ragionamento sull'inversione dei ruoli sintattici nelle subordinate è corretto: per farlo bisogna esplicitare il soggetto delle subordinate, attraverso un pronome (come nelle frasi 1b e 2b) o anche attraverso un sintagma nominale, per esempio: "Bisogna che Giulia studi con Valentina, affinché Valentina acquisisca...". Una volta esplicitato il soggetto della subordinata, si può usare anche ne per rimandare all'altro possibile elemento coreferente, non più ambiguo, come nella frase 1c.
Fabio Ruggiano