In astratto l'inserimento di un segno di punteggiatura prima della congiunzione e è legittimo, quando la costruzione e il senso della frase lo richieda; quando, cioè, la e introduca una parte della frase costruita in modo diverso rispetto alla parte precedente e l'informazione veicolata da questa parte sia solo indirettamente legata a quelle precedenti. Ad esempio: "L'ho invitato per farti un favore; e ti ricordo che non mi sta simpatico"; e anche "L'ho invitato per farti un favore. E ti ricordo che non mi sta simpatico".
Con la e questo succede non frequentemente (perché questa congiunzione solitamente unisce sintagmi o proposizioni molto solidali): per questo si è generalizzata la falsa regola che non sia possibile far precedere la e da un segno di punteggiatura.
Nella sua frase 1 il caso è diverso: la e conclude un elenco omogeneo, con membri nominali, ma che al loro interno sono articolati in segmenti più piccoli separati da virgole. Questa situazione giustifica sintatticamente la separazione dell'ultimo membro dell'elenco con il punto e virgola; la solidarietà tra i membri dell'elenco, però, potrebbe suggerire di evitare non la punteggiatura, ma proprio la e: "La ragazza aveva begli occhi, scuri, profondi; una bocca carnosa, armoniosa; una cascata fluente di capelli d'ebano". Si tratta, comunqe, di una scelta libera.
La virgola che precede la proposizione relativa è stata più volte trattata nelle risposte di DICO: la rimando alla n. 2800273, ma potrà trovarne altre cercando le parole chiave esplicativa e limitativa nell'archivio.
Per le frasi 4 e 5 vale quanto detto per la 1: la virgola è possibile, ma bisogna valutare quanto si vogliono rappresentare come autonome semanticamente le proposizioni coordinate. Il cambiamento sintattico (del soggetto della proposizione, del tipo di sintagma preposizionale...) è un segnale di autonomia: è il caso della frase 4, nella quale la proposizione coordinata ha un soggetto diverso da quella precedente. Anche se la sintassi non cambia, però, è sempre possibile lasciare intendere che la parte introdotta dalla e sia da considerarsi semanticamente non solidale con quella precedente. La frase 5, quindi, può ammettere la virgola prima della e, per rappresentare i due eventi come non strettamente collegati (come a dire vorrei fare la prima cosa, e poi vorrei fare anche l'altra cosa).
Bisogna, comunque, chiedersi sempre che cosa si vuole rappresentare, e selezionare gli strumenti adatti di volta in volta allo scopo (si noti in questa stessa frase la virgola prima della e). 
Fabio Ruggiano