Le tre varianti sono tutto sommato corrette; dovendo metterle in una scala di corrispondenza alle regole, però, direi che la 1 è al terzo posto, cioè è la meno corretta, la 2 è al secondo e la 3 è al primo.
La congiunzione o configura un'alternativa tra due elementi, che possono essere considerati autonomi oppure uniti. Nel primo caso, se i due elementi sono soggetti della frase richiedono ciascuno un verbo (è la costruzione della variante 2); nel secondo concordano con un unico verbo al plurale (è la costruzione della variante 3). Nel primo caso, inoltre, è possibile sottintendere il secondo verbo, se coincide con il primo (è la costruzione della variante 1). Il problema della variante 1 è che i due soggetti, una quota e l'acquisto, sono di genere diverso, quindi il primo e il secondo verbo non coincidono esattamente (lo si vede nella variante 2). Si tratta di un difetto veniale, che in un contesto di media formalità anche scritto passerebbe inosservato.
La 2 e la 3 non presentano problemi, ma la 3 è preferibile in astratto perché la ripetizione del verbo appesantisce la sintassi. La ripetizione della congiunzione nella 3 è una possibilità lasciata allo stile dello scrivente. 
Per quanto riguarda la virgola, la variante 3 la esclude, perché i due soggetti sono considerati molto solidali, tanto da concordare con un unico verbo. Più plausibile, ma comunque non necessario, è il suo inserimento nella variante 2, che presenta un'alternativa più marcata.
Più marcata è l'alternativa, sintatticamente e semanticamente, più la virgola diviene necessaria: "Paga quello che devi, o sarò costretto a denunciarti". Il punto e virgola diviene necessario quando i due elementi sono sintatticamente diversi e semanticamente opposti: "Ho visto Maria in quel negozio; o forse me lo sono sognato".
Fabio Ruggiano