1) Sono valide tutte le forme tranne l'indicativo presente. Quest'ultimo, infatti, non si accorda logicamente con avresti avuto, che è un tempo del passato. Si noti che la proposizione relativa è libera dalla consecutio temporum, ma non dalla logica, per cui non è un problema che l'indicativo presente all'interno della consecutio indichi la contemporaneità rispetto al presente (mentre avresti avuto è passato), ma che la costruzione avresti avuto (nel passato) il tempo che vuoi (adesso) è contraddittoria.
2) Ancora per incoerenza è al limite dell'accettabilità avrebbero mostrato, perché mi sarei premurata àncora l'evento al momento stesso in cui avviene, mentre avrebbero mostrato rimanda al tempo successivo. Diventerebbe pienamente logico se al posto di mi sarei premurata ci fosse, per esempio, mi sarei prefissa l'impegno... Le altre due opzioni vanno bene. Il congiuntivo trapassato non può riferirsi alla posterità; può, bensì, indicare un evento molto improbabile contemporaneo a mi sarei premurata (assumendo la funzione ipotetica), oppure indicare un evento precedente a mi sarei premurata (assumento la funzione temporale). Se attribuiamo al congiuntivo trapassato (o anche all'imperfetto) la funzione ipotetica, la proposizione relativa diviene una relativa impropria ipotetica. Se, invece, intendiamo il trapassato e l'imperfetto come tempi che indicano rispettivamente l'anteriorità rispetto al passato e il passato continuato, la relativa rimane non ipotetica. Si noti che anche così non possiamo dire che la relativa rispetti la consecutio temporum (in contraddizione con quanto affermato sopra), perché i tempi sono usati con il loro significato proprio (l'anteriorità rispetto al passato per il trapassato, il passato continuato per l'imperfetto), che, in questo caso, viene a coincidere con le regole della consecutio.
3) L'indicativo va benissimo nella causale in qualsiasi contesto, anche se dipendente da una ipotetica. Questa proposizione, infatti, non ammette di norma il congiuntivo. 
Fabio Ruggiano