Nelle sue frasi ci sono due ordini di problemi: bisogna decidere da una parte il modo della proposizione relativa che poi arriverebbero / arrivassero; dall'altra il modo della proposizione comparativa ipotetica come se quelli sarebbero / fossero
La soluzione al primo problema è che sono corretti tutti e due i modi: la proposizione relativa è la più svincolata da regole sulla scelta dei modi e dei tempi verbali, perché funziona da ampliamento di un nome o un pronome (in questo caso quelli). Può, quindi, esprimere la condizionalità con il condizionale, la non fattualità con il congiuntivo (e ricordiamo che la non fattualità espressa dal congiuntivo è molto vaga) e anche la fattualità con l'indicativo: quelli che poi arrivano / arriveranno.
Il modo della comparativa ipotetica è, di norma, il congiuntivo: il condizionale non è previsto. L'indicativo è accettabile come variante trascurata (si comporta come se non gliene frega niente). L'attrazione verso il condizionale nel suo esempio è dovuta al fatto che la comparativa, pur essendo un'ipotesi (per cui richiede il congiuntivo), esprime il risultato di una condizione (idea che si esprime con il condizionale o con l'indicativo). Sarebbero / fossero in grado, infatti, è, dal punto di vista logico, il risultato o della condizione espressa dalla relativa che poi arrivassero (interpretata come 'se poi arrivassero'), o, se costruiamo la relativa con il condizionale, di una condizione implicita (per esempio come se quelli che poi arriverebbero, arrivando sarebbero in grado di farci migliorare).
Dal punto di vista grammaticale, in conclusione, la variante al condizionale è scorretta (anche se può essere difesa con ragioni logiche). Sebbene sia il congiuntivo il modo corretto, però, suggerisco di sostituire il tempo imperfetto con il presente del verbo modale poterecome se quelli che poi arrivassero / arriverebbero / arriveranno possano essere in grado... In questo modo si mantiene la sfumatura potenziale dell'imperfetto ma si guadagna una più marcata proiezione nel futuro che recupera in parte, in modo grammaticalmente ineccepibile, l'idea della conseguenza.
Fabio Ruggiano