La sua spiegazione della differenza tra dare esito a e dare come esito è troppo sofisticata rispetto alla questione reale.
L'espressione dare esito a significa letteralmente 'dare sbocco a', quindi la decomposizione dà esito alla vita = 'la decomposizione dà sbocco alla vita', ovvero dà alla vita la possibilità di fuoriuscire, di venire alla luce, di nascere. Il significato 'dare sbocco a' passa per facile metafora a 'produrre, causare, comportare, avere come conseguenza, come effetto'.
L'espressione dare come esito è del tutto simile nel significato a dare esito a, anche se arriva allo stesso significato facendo un percorso diverso; il complemento oggetto di dare è, qui, non esito, ma il sintagma a cui il complemento predicativo come esito si riferisce. Rimanendo al suo esempio abbiamo, dunque, la decomposizione che dà la vita (non che dà esito). La vita è poi qualificata con come esito 'come conclusione, come effetto', che definisce meglio che cosa rappresenta la vita per la decomposizione (ne rappresenta l'esito, appunto).
Vista la spiegazione delle due espressioni diviene chiaro che esse sono semanticamente equivalenti, e che, quindi, la frase il calciatore dà esito alla partita è insensata quanto il calciatore dà come esito la partita.
Allo stesso modo, sono sensate ed equivalenti le due frasi finali: danno esito alle velari = 'producono le velari'; danno come esito le velari = 'danno come effetto le velari'.
Fabio Ruggiano