Le parole composte, cioè formate da due parole (nomi, aggettivi, verbi, raramente preposizioni e avverbi), come attaccapannicapostazioneterremoto, possono essere scritte senza interruzione, unite dal trattino o separate. La distinzione tra la scrittura congiunta e quella con trattino non è sempre netta. I composti con verbi sono normalmente univerbati (lavapiattiandirivieniviavai); quelli con aggettivi si fondono facilmente (agrodolcebiancospinoverderame); quelli che coinvolgono nomi rimangono spesso separati (tranne quelli formati con verbo + nome), meno spesso prendono il trattino.
Con il tempo, il composto può perdere trasparenza e finire per essere considerato una parola unica. Tale processo può essere lungo, tanto che due versioni, con e senza trattino, o anche separate e univerbate, spesso convivono per molto tempo. Si può arrivare ai casi estremi (rari) di parole di cui esistono le tre versioni grafiche, ad esempio piccolo borghese,piccolo-borghese e piccoloborghese. Il processo può anche essere frenato da ragioni peculiari delle singole parole, come in diritto-doverefranco-austriacoitalo-tedesco, nelle quali opera la necessità di mantenere i due costituenti autonomi.
Insomma, sulla grafia delle parole composte influiscono fattori diversi, legati alla norma ma soprattutto all'uso.
Le parole composte con il costituente capo e indicanti qualifiche professionali sono in continuo aumento, sulla falsariga dell'evoluzione del mondo del lavoro. Capo organo capo segreteria non sono registrate nei dizionari, ma la ricerca on line permette di rilevarne l'uso corrente: capo organo appare quasi sempre nella grafia separata, come era prevedibile, vista la recente formazione, l'uso ristretto e la difficoltà dell'incontro delle due o; capo segreteria, leggermente più acclimata, accoglie anche la grafia caposegreteria. Non sembrano diffuse (ma sono possibili) le varianti capo-organo e capo-segreteria

Fabio Ruggiano