Una frase come "È da due giorni che non vedo le mie amiche: non vorrei che si siano ammalate" sia giusta mentre "È da due giorni che non vedo le mie amiche: non vorrei che si fossero ammalate" è sbagliata, o comunque meno formale? Mi pare comunque che siano frequente le formulazioni vorrei che + congiuntivo trapassato per indicare l'anteriorità dell'azione.
In relazione alla frase "Vorrei eventualmente rivolgermi al professore, a patto che sia propenso a ricevermi", è possibile che quando vorrei rappresenta la forma attenuata e cordiale di voglio sia ammesso, come nell'esempio in evidenza, nella secondaria introdotta da congiunzioni condizionali o locuzioni condizionali, il congiuntivo presente, mentre se vorrei ricopre il suo ruolo proprio, sulla falsariga del periodo ipotetico, nella subordinata sia ammesso il congiuntivo imperfetto?
Alcuni esempi con a patto che, ma avrei potuto inserire anche purché, a condizione che, sempre che e così via:
"Vorrei vedere un film, a patto che la mia amica mi faccia compagnia" (vorrei = 'voglio');
"Vorrei vedere un film, a patto che la mia amica mi facesse compagnia" (a patto che = 'solo se', 'nel caso che').