Prima che la formalità bisogna valutare la chiarezza espressiva: nel suo esempio è impossibile attribuire al presente il valore di futuro, perché mancano avverbi o altre indicazioni temporali che surroghino appunto l'idea del futuro. Il lettore, pertanto, è indotto a interpretare il presente come atemporale, come se quella da lei presentata fosse la descrizione astratta, decontestualizzata, di un'attività. Diversamente, con un'indicazione temporale il presente può assumere la funzione di futuro: "Nella lezione di domani la classe viene divisa in sei gruppi...". 
Il presente si presta bene a sostituire il futuro nel parlato e anche nello scritto di media formalità; nel suo caso consiglierei di usare il futuro anche dopo aver inserito l'indicazione temporale, perché il contesto sembra richiedere un tasso di formalità superiore alla media (un docente sta descrivendo per iscritto un'attività ad alcuni studenti). La scelta del presente, comunque, è sempre possibile, se il docente vuole ridurre la distanza sociale tra sé e gli studenti.
Fabio Ruggiano