Spesso, anche nei vostri articoli, si parla dello stretto collegamento tra il passato prossimo e l’attualità dei fatti cui si riferisce.
Così da stabilire, nei limiti del possibile, una regola generale, vi pongo una domanda doppia: quando la principale è appunto al passato prossimo, nella secondaria (finale, interrogativa indiretta, in specie) si può optare per il tempo presente (indicativo, congiuntivo e talvolta condizionale)?
Scegliendo invece un tempo della sfera del passato (nel rispetto della consecutio), il fatto della proposizione secondaria perde attinenza con il momento dell’enunciazione?