I brani sono corretti. I passati, l'imperfetto, il presente, il futuro semplice sono tempi deittici, che indicano se l'evento è avvenuto nel passato, nel presente, nel futuro. Questi tempi, quindi, sono autonomi  
l'uno dall'altro, ovviamente in periodi distinti, ma anche in un contesto coordinativo o subordinativo, se descrivono eventi situati in momenti diversi del tempo: "Anche se ieri ho studiato tanto, ora ho paura per l'interrogazione perché da questa dipenderà la mia media finale". 
Difficilmente giustificabile è l'uso del passato remoto e del passato prossimo nella stessa frase, perché i due tempi rappresentano gli eventi in modi diversi, quasi del tutto incompatibili. In due periodi diversi, per quanto consecutivi, l'alternanza può essere possibile; nel suo secondo brano, per esempio, mi convinsi può ben rimanere ancorato al passato, mentre ho cambiato si proietta verso il presente.
Per chiamerò e ci siamo incontrati del terzo brano valgono le osservazioni fatte sopra. Per quanto riguarda avevi dato, ricordo che i trapassati e il futuro anteriore sono tempi anaforici: indicano che l'evento è avvenuto prima di un altro evento, a sua volta passato, nel caso dei trapassati, o futuro, nel caso del futuro anteriore. Per usare il trapassato, quindi, serve un altro evento passato che faccia da riferimento. Nella sua frase tale evento non è esplicitato, infatti la frase potrebbe essere costruita anche con hai dato al posto di avevi dato. L'uso del trapassato non è automaticamente sbagliato, però, ma può dipendere dalla presenza, nel co-testo (nella parte di testo precedente a quella qui riportata) o nella memoria dei due interlocutori, di un evento che fa da riferimento; per esempio: "Ti chiamerò al numero di telefono che mi avevi dato l'ultima volta che ci siamo incontrati, prima che ci perdessimo di vista".
Fabio Ruggiano