Il verbo potere seguito da infinito aggiunge una sfumatura semantica, ovviamente di potenzialità, al verbo retto. Non si può, pertanto, giudicare necessario se non in relazione alle intenzioni comunicative dell'emittente. Certo, in alcuni casi la sfumatura sembra ridondante, perché è già contenuta in altre forme della frase; i suoi esempi 1 e 2 sono casi di questo genere, in cui la potenzialità è già espressa sufficientemente da dubbiosospetto o simili. La ridondanza, però, non è sempre un difetto nella comunicazione umana: girare intorno al concetto, modulare le espressioni, usare più di un congegno di distanziamento sono strategie della cortesia, cioè del meccanismo di protezione sociale che i parlanti applicano per mantenere buoni rapporti reciproci. In altre parole, è possibile (ma bisogna valutare caso per caso) che la ridondanza, semanticamente inutile, serva, comunicativamente, a rafforzare la posizione di incredulità dell'emittente rispetto all'evento.
Per quanto riguarda la frase 3, entrambe le forme, potrebbe e possa, sono possibili. Se non c'è una ragione specifica per l'uso del condizionale, il congiuntivo è la soluzione più formale. Nel parlato (e nella simulazione scritta del parlato), però, non capita spesso di ricercare la formalità, e ci si adatta alle forme più immediate, anche se possono essere un po' imprecise.
In questo caso, il condizionale è facilitato dalla reggenza condizionale, che attrae nello stesso modo il verbo retto. C'è, inoltre, da considerare che il condizionale configura la proposizione retta come in parte autonoma rispetto alla reggente; se togliessimo ora avresti il dubbio, infatti, potrebbe aver sofferto potrebbe sostenersi da sola; al contrario, il congiuntivo è il modo della subordinazione, che vincola senza alternative la subordinata alla reggente (possa aver sofferto non può reggersi da sola): per questo motivo è preferito nello scritto, che consente di costruire sintassi complesse, ed evitato nel parlato, nel quale la sintassi tende alla semplicità e alla frammentarietà.
Fabio Ruggiano