"Penso che non ce la faccia";
"Penso che non ce la farebbe".

Vorrei fare una riflessione sull'alternanza congiuntivo-condizionale nelle completive. Se non vado errato, tali subordinate possono ammettere, in generale, entrambi i modi (con l'aggiunta dell'indicativo, che però non intenderei contemplare in questa sede). Il congiuntivo, in scritti di formaità alta o medio-alta, è da preferire.
Dal mio punto di vista, il condizionale ha però il vantaggio di porre in rilievo una condizione sottintesa che il congiuntivo di norma tenderebbe a trascurare.
In altre parole, il condizionale, in dati contesti, mi pare che consenta di tratteggiare una semantica più precisa, con una correlazione tra causa ed effetto; a differenza del congiuntivo, più propenso invece verso contenuti assoluti.
Recuperando l'esempio di partenza:
"Penso che non ce la faccia" può apparire come un'affermazione senza riferimenti esclusivi a una situazione implicita specifica.
"Penso che non ce la farebbe (anche se dovesse provare a disputare la gara)".
Gradirei conoscere il vostro parere su questa mia riflessione, che non vuole avere pretese di carattere lingustico. Mi permetto infine di domandarvi se, anche quando vi sia una condizione sottintesa (come quella indicata sopra tra parentesi) possa essere adottato il congiuntivo nella completiva, oppure sia suggerito il condizionale.