Sul versante della punteggiatura, la virgola dopo tormentarti vale sia per il discorso diretto (non voglio tormentarti, però...) sia per la cornice («Non voglio tormentarti», si scusò Marco, «però,...). Sarebbe antieconomico e razionalistico inserire una doppia virgola («Non voglio tormentarti,», si scusò Marco, «però,...), ma consiglio di far prevalere il segno relativo alla cornice, quindi: «Non voglio tormentarti», si scusò Marco, «però,...
Diverso il caso del punto interrogativo, che va per forza inserito dentro le virgolette e può essere seguito da altri segni relativi alla cornice. Alla fine, quindi, scriverei Tu cosa pensi?». (con il punto fermo fuori dalle virgolette).
La domanda finale, per la verità, sarebbe espressa meglio se fosse completata con un complemento di argomento: tu cosa ne pensi?, oppure tu cosa pensi di questo argomento / tema / del mio dubbio? o simili, per sottolineare che si sta chiedendo il parere su un argomento specifico, quello introdotto subito prima della domanda. Senza il pronome la domanda perde di coesione, perché non è collegata all'argomento introdotto. Ovviamente qualunque interlocutore sarebbe in grado di riferire la domanda a quanto detto prima, quindi la coerenza non è a rischio, ma la mancanza dell'elemento coesivo rende meno felice il passaggio.
Aggiusterei anche l'elenco dei genitori single, dei separati o divorziati inserendo la preposizione anche davanti all'ultimo membro, per simmetria: dei genitori single, dei separati o dei divorziati. Ancora meglio sarebbe togliere la preposizione articolata dal secondo membro: dei genitori single, separati o divorziati. In questo modo separati e divorziati non sono sostantivati e rimangono correlati con single, tutti concordati con il primo genitori.
Fabio Ruggiano