Alcuni verbi di dire o pensare non reggono il complemento oggetto della cosa, eppure reggono comunque la proposizione oggettiva con che. Per esempio, ti informo dell'arrivo di Maria = ti informo che è arrivata Mariapenso all'esame di domani = penso che domani dovrò sostenere l'esame. Questa possibilità è garantita dalla congiunzione che, per sua natura capace di svolgere funzioni diverse, anche contemporaneamente, tanto da rendere difficile definirla (si pensi al che pseudorelativo di una frase scissa, come è di lui che ti parlavo, o al che a metà tra congiunzione e pronome di una frase come devo fare la revisione, che mi è scaduta).
Sulla scorta della reggenza diretta della completiva introdotta da che, anche l'interrogativa indiretta tende a essere costruita senza preposizione. Se, però, la congiunzione che ammette senz'altro la reggenza diretta (e non prevede alternative), le congiunzioni, gli avverbi, i pronomi e gli aggettivi interrogativi la tollerano meno, rendendo costruzioni come ti informo come devi fare, ti informo quando devi venireti informo perché non va bene ecc. ancora oggi adatte soltanto al parlato e allo scritto informale. 
La tendenza alla semplificazione della costruzione sintattica su questo versante non è legata a una regione, ma è panitaliana. Vero è, però, che il modello del tedesco potebbe favorirla; in tedesco, infatti, il verbo informieren, che regge la preposizione über, equivalente all'italiano su, davanti a un sintagma nominale, ammette la reggenza senza preposizione dell'interrogativa indiretta. Si vedano i seguenti esempi, tratti da contesti scritti (on line) di media formalità: "Wir informieren Sie wann Sie es in der Apotheke abholen können" (letteralmente 'Vi informeremo quando potete ritirarlo in farmacia"); "Wir informieren Sie wie und in welchem Umgang Daten gespeichert werden" (letteralmente 'Vi informeremo come e in che modo vengono archiviati i dati').
Fabio Ruggiano