Dalla frase si ricava che la gelosia causa l'odio.
Il termine causa rappresenta la ragione che produce una conseguenza, quindi il complemento di specificazione collegato a questo nome ne rappresenta la conseguenza. L'interpretazione di causa come conseguenza (la causa dell'odio = 'la conseguenza prodotta dall'odio') è piuttosto improbabile. La mancanza dell'articolo nel sintagma di odio non fa che rafforzare l'interpretazione più comune, perché costruisce l'espressione come cristallizzata (sulla relazione tra la perdita dell'articolo e la cristallizzazione di un'espressione si veda ad esempio la risposta 2800124 dell'archivio di DICO).
Potrebbe indurre in confusione l'esistenza della locuzione preposizionale a causa di, che, in effetti, apparentemente nega questa ricostruzione. Da una parte, infatti, abbiamo la causa dell'odio = 'la ragione che produce l'odio', dall'altro a causa dell'odio = 'come conseguenza dell'odio'. La contraddizione, però, è apparente, perché anche all'interno della locuzione causa = 'ragione che produce': a causa dell'odio, infatti, significa 'essendo l'odio la ragione scatenante'. Se volessimo adattare fedelmente la frase alla locuzione, quindi, dovremmo dire che a causa della gelosia nasce l'odio, non che a causa dell'odio nasce la gelosia.
L'ambiguita tra complemento di specificazione soggettivo e oggettivo si può manifestare in dipendenza da altri nomi, come paura (la paura dei soldati = 'la paura provata dai soldati', ma anche 'la paura incussa dai soldati'); più spesso, però, essa è prevenuta dal significato del nome da cui dipende il complemento di specificazione (come nel caso di causa) o dal significato del nome all'interno del complemento di specificazione, come nel caso di preparazione dila preparazione della torta = 'la preparazione che ha come conseguenza la torta'; la preparazione di Maria = 'la preparazione svolta da Maria'.
Fabio Ruggiano